NUOVI STUDI PER LA CURA DELLE FITOPATOLOGIE DELLE PIANTE TRICHODERMA E BIOCHAR - POSSIBILI SINERGIE

Pubblicato il 10-12-2018.

Gli alberi in ambiente urbano sperimentano, molto più frequentemente di quanto accada in ambienti naturali, situazioni di stress causate sia da fattori biotici che abiotici. Tali fattori si verificano molto spesso a carico dell’apparato radicale. I suoli urbani presentano in genere caratteristiche peculiari che risultano sfavorevoli per la vita delle piante; tra le principali di queste ricordiamo: a) il compattamento del suolo, fenomeno molto frequente in città, che causa numerose problematiche a livello radicale legate a fenomeni di ristagno idrico e anossia; b) una scarsa ricchezza di flora microbica. Questi due fattori accentuano le problematiche legate all’insorgenza di patologie fungine ed in particolare dei processi cariogeni ai danni dell’apparato radicale, del colletto e del fusto, i quali a loro volta vanno a minare la stabilità e la sicurezza statica degli alberi. Un aspetto prioritario e spesso trascurato da chi si occupa di progettazione e manutenzione delle opere a verde dovrebbe dunque essere quello di migliorare le condizioni di fertilità fisica e microbiologica del suolo: una struttura del suolo ottimale e la presenza di comunità microbiche ricche e biodiverse permettono non solo di migliorare le condizioni di sviluppo delle piante ma anche di incrementare la capacità del sistema suolo-pianta di far fronte ad eventuali avversità crittogamiche. Due degli strumenti che i tecnici e i professionisti hanno a disposizione in questo senso sono il biochar e l’uso di inoculi di funghi micoparassiti. Il biochar ha una azione strutturante e fertilizzante sul suolo, andando dunque ad agire sulle sue caratteristiche fisiche e chimiche. I funghi micoparassiti, tra i quali Trichoderma spp., hanno invece una azione antagonista e di prevenzione nei confronti dei funghi agenti di carie e vanno a migliorare la fertilità microbica del suolo. Questi due strumenti sono stati applicati efficacemente in diversi contesti, andando a migliorare le condizioni di vita delle piante in ambiente urbano. Tuttavia, finora non si erano mai studiate le possibili interazioni e sinergie che potessero intercorrere tra biochar e funghi micoparassiti del genere Trichoderma. Un recente studio condotto dal Prof. Francis Schwarze e dal suo team di ricercatori presso l’EMPA in Svizzera, ha tentato proprio di indagare queste interazioni giungendo a risultati interessati. Gli scienziati hanno infatti dimostrato come Trichoderma harzianum (una delle principali specie utilizzate nel controllo biologico) sia in grado di crescere e sviluppare micelio se inoculato nel biochar già dopo 48 ore. Gli scienziati hanno inoltre testato la capacità di questo fungo (in particolare del ceppo T-720) di contrastare lo sviluppo di cinque diversi funghi patogeni basidiomiceti agenti di carie bruna nel legno, verificandone l’efficacia in colture duali e riuscendo anche a comprenderne alcune basi molecolari. Questi test sono stati per il momento condotti solamente in vitro ma aprono la strada a possibili applicazioni sinergiche del biochar addizionato con Thricoderma in campo in una varietà di applicazioni pratiche. Le potenzialità sono molteplici e Studio Landscape le testerà in campo al fine di definire gli effettivi benefici di questa sinergia. Fonte: Ribera, J., Gandía, M., Marcos, J. F., del Carmen Bas, M., Fink, S., & Schwarze, F. W. (2017). Effect of Trichoderma-enriched organic charcoal in the integrated wood protection strategy. PloS one, 12(8), e0183004 Immagini: Colonizzazione del biochar da parte dei ceppi di Trichoderma harzianum T-720 e T-720G dopo 48 ore: a) biochar colonizzato da T. harzianum: b) ife di T-720G colonizzano le particelle di biochar (scala 100μm) c-d) ife di T-720 colonizzano le particelle di biochar (scala rispettivamente 30 e 20 μm) le frecce indicano le ife fungine

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L’UTILIZZO DEL BIOCHAR COME AMMENDANTE IN AMBIENTE URBANO

Pubblicato il 28-09-2018.

Studio Landscape di recente ha iniziato a sperimentare e consigliare l'utilizzo di BIOCHAR anche associato a microrganismi, con ottimi risultati riscontrati in campo. Relativamente a questa pratica è interessante il seguente articolo. Gli alberi in ambiente urbano sperimentano condizioni micro-climatiche e pedologiche spesso molto differenti rispetto a quelle che si verificano in natura: sbalzi termici improvvisi, forte compattazione del suolo, semplificazione della componente microbiologica, ristagni idrici, smog sono solo alcuni tra i fattori che generano condizioni estremamente stressanti per le piante in città. Se a questi fattori si aggiungono interventi manutentivi irrazionali (quali ad esempio potature drastiche e non giustificate) si comprende perché capiti molto spesso di imbattersi nelle nostre città in alberi deperiti o fortemente compromessi, che si trasformano da possibile elemento di pregio in rischio per l’incolumità pubblica. La città di Stoccolma sta portando avanti da circa dieci anni una serie di sperimentazioni volte ad individuare le migliori tecnologie possibili per garantire condizioni di sviluppo ottimali per le piante in città, con particolare riferimento alle caratteristiche del suolo. Il problema più grave e più frequente che riguarda i suoli delle aree verdi in ambiente urbano è la compattazione, la quale limita fortemente gli scambi gassosi a livello radicale e ostacola l’infiltrazione dell’acqua, favorendo il verificarsi di fenomeni di ristagno idrico. Queste condizioni, già di per se stressanti per le piante, agevolano inoltre l’insorgenza di patologie fungine a carico dell’apparato radicale e del colletto. Obiettivo prioritario delle sperimentazioni condotte nella capitale Svedese, è stato dunque quello di individuare soluzioni che possano garantire una struttura ottimale al suolo sul lungo periodo, prevenendo i fenomeni di compattazione. Secondo quanto riportato da Bjorn Embrén - direttore del Dipartimento Paesaggio della CIttà di Stoccolma, le sperimentazioni condotte dal 2009 ad oggi hanno portato ad individuare come miglior soluzione tecnica l’utilizzo di un mix di biochar (prodotto ottenuto dalla pirolisi di materiale organico) e materiale roccioso con funzione strutturante. Questa tipologia di substrato garantisce una porosità del 40% circa e resiste in maniera efficace alla compattazione. In particolare, per le condizioni urbane viene consigliato l’ utilizzo di biochar di pezzatura compresa fra 1 e 10 mm, in misura di 2,25 metri cubi per pianta. Per quanto riguarda il materiale roccioso, viene posto uno strato a pezzatura più grossa (100-150 mm) sul fondo ed uno strato con pezzatura più fine (32-63 mm) superficialmente, dopo la messa a dimora della pianta. Questo schema generale, viene adattato e modificato in base alle caratteristiche specifiche del sito in cui si vanno a piantare nuovi alberi. L’utilizzo del biochar come ammendante porta all’ottenimento di un substrato con struttura ottimale, con conseguenti riflessi sulla infiltrazione delle acque meteoriche ed una ottimizzazione degli scambi gassosi a livello radicale. Le sperimentazioni condotte a Stoccolma hanno inoltre portato ad evidenziare l’instaurarsi di simbiosi tra funghi micorrizogeni e le piante messe a dimora anche su questo tipo di substrato, che mantiene dunque una buona attività microbica. Tutto ciò ha portato ad un miglior sviluppo radicale delle piante ed in generale a condizioni vegetative e di accrescimento notevolmente migliori rispetto agli alberi messi a dimora su substrati convenzionali. I risultati incoraggianti di questa sperimentazione hanno portato la Città di Stoccolma a voler costituire un proprio impianto di produzione di biochar, utilizzando come materia prima il materiale di risulta delle operazioni di manutenzione del verde (Stockholm Biochar Project). In tal modo la Città punta ad essere autosufficiente (produzione annua stimata 1.500 tonnellate) e a controllare la qualità del biochar prodotto. Inoltre, un ulteriore livello di sperimentazione, che vuole portare ad un notevole incremento nella sostenibilità nelle tecniche di realizzazione delle opere a verde, è la sostituzione del materiale roccioso a funzione strutturante con calcestruzzo di riciclo frantumato, di idonea qualità e trattato conformemente all’utilizzo all’interno del substrato colturale. In Italia, il biochar è ancora un prodotto di nicchia poco utilizzato, ma potrebbe rappresentare un interessante strumento per migliorare le condizioni vegetative delle piante in città e evitare i frequenti fenomeni di compattazione a carico del suolo. Ovviamente, l’utilizzo di questo prodotto deve inserirsi in un quadro di progettazione, realizzazione e gestione delle opere a verde che risulti razionale e affidato a professionisti qualificati, elemento senza il quale difficilmente si possono ottenere i risultati sperati. Fonte: Embrén B: Planting Urban Trees with Biochar, the Biochar Journal (tBJ), 2016, Arbaz, Switzerland. ISSN 2297-1114, www.biochar-journal.org/en/ct/77, pp 44-47 Per maggiori informazioni: http://www.stockholmvattenochavfall.se/en/waste-and-recycling/development/biochar/

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Un recente studio indaga le interazioni fra Trichoderma spp. e altri microrganismi del suolo.

Pubblicato il 17-07-2018.

Gli arboricoltori mostrano spesso scetticismo nei riguardi dell’uso di ceppi di Trichoderma spp. come agente di biocontrollo nei confronti di funghi fitopatogeni (in particolare degli agenti di decadimento del legno). Dubbi ulteriori riguardano le possibili interazioni fra Trichoderma spp. ed altri microrganismi benefici quali i funghi micorrizici e i batteri simbionti (in particolar modo quelli appartenenti al genere Rhizobium). Il timore è che il Trichoderma spp. possa avere effetti negativi sui microrganismi benefici presenti nel suolo. Nell'ambito della sua tesi magistrale, il ricercatore Timo Vogel dell'Albert-Ludwig University di Friburgo, sotto la supervisione del prof. Francis Schwarze, ha condotto uno studio riuscendo ad osservare sperimentalmente l’assenza di competizione fra Trichoderma harzianum T720 e i funghi micorrizici che instaurano normalmente simbiosi con la farnia (Quercus robur) e con il tiglio (Tilia cordata), oltre che un effetto positivo sullo sviluppo dei rizobi radicali della robinia (Robinia pseudoacacia). L’esperimento concernente le micorrizze, ha visto l’inoculazione del substrato di coltura con il ceppo di Trichoderma harzianum T-720 prima della messa a dimora degli esemplari di farnia e tiglio, provvisti dei rispettivi funghi simbionti micorrizici. Al momento della messa a dimora, campioni di radice delle piante sono stati prelevati per determinare l’abbondanza delle micorrize presenti. Sono inoltre stati condotti dei test biomolecolari sia prima della messa a dimora che 19 settimane dopo il trapianto nel mezzo inocultato con T. harzianum T-720. Durante la crescita si sono inoltre monitorati mensilmente i principali caratteri biometrici delle piante. Dai dati raccolti risulta che la presenza di T. harzianum T-720 non ha influito negativamente sullo sviluppo dei funghi micorrizici, i quali presentavano uno sviluppo comparabile nelle piante trattate e nelle piante di controllo. Lo studio condotto sui rizobi ha visto la messa a dimora su substrato inoculato con T. harzianum T-720 di piante di robinia (Robinia pseudoacacia), dotate dei relativi batteri simbionti (Rhizobium leguminosarum). Anche in questo caso, le prove hanno dimostrato che non c’è un effetto negativo sullo sviluppo dei noduli radicali. Al contrario, le piante trapiantate su substrato con presenza di T. harzianum T-720 hanno mostrato lo sviluppo di noduli più abbondanti e di maggiori dimensioni rispetto al controllo. Questo studio rappresenta un primo passo nell’indagine dei complessi meccanismi di interazione dei microrganismi del suolo e apre interessanti possibilità di ricerca e sviluppo relativamente alle potenzialità applicative di Trichoderma spp. come agente di biocontrollo, ma anche come componente della complessa rete di microrganismi benefici che garantiscono ai suoli di mantenersi fertili e vitali, esplicando una vasta gamma di servizi ecosistemici.

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PROJECT OF FOOTBALL FIELD - AC MILAN TRAINING CENTER

Pubblicato il 28-03-2017.

Planning, lead Consultant

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